Jean Prouvé (1901 – 1984) , architetto e designer francese, si è formato essenzialmente da autodidatta. Il suo principale risultato è stato il trasferimento della tecnica di produzione dall'industria all'architettura, senza perdere la qualità estetiche. Le sue capacità di progettazione non si sono limitate a una sola disciplina. Durante la sua carriera Jean Prouvé è stato protagonista in progettazione architettonica, design industriale, progettazione strutturale e progettazione di mobili. Nel 1924, a soli 23 anni, apre quello che sarebbe stato il primo di una serie di propri laboratori e atelier di design (e non solo) e comincia a collaborare con alcuni importanti architetti francesi come Eugène Beaudoin, Marcel Lods, Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret. Nel 1930 contribuisce anche a creare l'Unione degli Artisti Moderni il cui Manifesto citava "Ci piace la logica, l'equilibrio e la purezza." Non sposa un’estetica precisa e comincia da subito a produrre lampade in ferro battuto, biciclette con rimorchi (1941), sedute in tubolare e legno, mobili, tavoli (come il tavolo Em), banchi di scuola (molti modelli sono del 1940), letti, tagliacarte e molto altro. Molti dei suoi oggetti sono ormai icone di design poi messi in produzione da Vitra, azienda di arredamento di design nata negli anni 50. La materia e la tecnica di lavorazione sono sempre il punto di partenza. Alcuni esempi di ingegneria applicata al design sono: la celebre poltrona reclinabile Grand repos con pouf, in lamiera d’acciaio laccato e tela del 1930, la serie Standard Chair in legno (con struttura in acciaio) del 1934, la linea Cité, che comprende il letto, lo scaffale, la scrivania e la sedia, il mobile in legno e in lamiera (questi ultimi realizzati nel 1952 per la Maison de la Tunisie nella città universitaria di Parigi) e la poltrona. Quest’ultima sintetizza molte delle teorie e dei procedimenti cari a Prouvé; da una parte i diversi materiali di cui è composta creano un design perfettamente funzionale, mentre la sua linea dinamica e pulita ne suggerisce l’uso, fornendo profondità dove lo richiede la struttura e riducendo dove non serve. Il rivestimento, in semplice tela infilata su un telaio tubolare, completa la seduta.
Avanguardia Antiquaria è un luogo di ricerca sul tempo: una Galleria e spazio espositivo a Milano per opere d’arte, di antiquariato, modernariato e design del XX secolo.
La Galleria nasce nel 2005 dall'idea di far coabitare, nello stesso ambiente oggetti nati in luoghi e tempi diversi, è infatti uno spazio dove Stefano Vitali affianca alla sua continua ricerca di pezzi di antiquariato, art dèco e vintage design del Novecento, una profonda dedizione all'arte contemporanea, ospitando periodicamente mostre, personali e collettive, di artisti contemporanei; tra i tanti sempre presenti in Galleria le opere di Marcello Chiarenza, Giovanni Cerri, Antonino Negri, Fausto Rossi e Silvia Levenson. Questo continuo dialogo tra narrazione del passato e ricerca artistica attuale è il fil rouge che ha dato vita all'ossimoro "Avanguardia Antiquaria".
All'eclettico spazio espositivo si affianca inoltre il laboratorio di conservazione e restauro di mobili antichi, dipinti, ceramiche e dorature che Stefano Vitali segue con altrettanza attenzione e precisione, operando da più di 25 anni nel settore.
“Non ci sono bei pensieri senza belle forme, e viceversa.”
(G. Flaubert)